Parola di Re

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L'UMI è istituita per raccogliere e guidare tutti i monarchici, senza esclusioni, al fine di ricomporre in sè quella concordia discors che è una delle ragioni d'essere della Monarchia e condizione di ogni progresso politico e sociale. Suo compito non è la partecipazione diretta alla lotta politica dei partiti, ma la affermazione e la difesa degli ideali supremi di Patria e libertà, che la mia casa rappresenta.


(Umberto II - 1956)

A CHE SERVE UN RE ?

di Giuseppe Borgioli

 

A che serve un Re? È un lusso inutile. Tutte quelle cerimonie…quel fasto….quei simboli che fanno da filtro alla vita reale…non si potrebbe risparmiare da lì? La repubblica è più funzionale, come l’arredamento usa e getta dell’Ikea. Si dirà c’è meno poesia. Ma la vita è fatta anche di prosa e la prosa della repubblica la conosciamo bene. Non abbiamo di manuali Cencelli per rinfrescarci la memoria. Fra poche settimane, al rientro dalle vacanze a distanza (in tutti i sensi) per la massa degli Italiani ci sarà la dura prosa del lavoro perduto, della tasse, della sanità con tutte le sue incognite. Per una elìte di fortunati…. ci sarà imvece il balletto delle nomine con le cordate degli “amici” di questo e di quello per accaparrarsi i posti migliori che in questa tornata ranno disponibili. A proposito, per pura curiosità storica, è ancora in pista il dottor sottile Giuliano Amato? Se così fosse ce ne rallegreremo con lui e i suoi longevi colleghi tutti intenti nella non facile arte della tessitura delle carriere.
Altro che vitalizi e riforma delle pensioni….L’età dei dinosauri e di brontosauri è finita nella storia naturale ma non nella nostra vita pubblica.
Era così anche con il Re? Non credo. Ho avuto l’onore di incontrare come molti dei miei amici (veri amici) Falcone Lucifero e sono certo di non sbagliarmi. Qualcuno ha scritto che è comodo essere monarchici sotto la repubblica. Su questo ho dei dubbi soprattutto quando il regime fa di tutto per emarginare le persone per bene.
Mettiamola così. Non so se rivedrò la restaurazione ma che almeno in questo, nel costume e nei valori, la Monarchia assomigli il meno possibile alla repubblica.
Se non vi dà fastidio, lasciateci sognare. È una delle prerogative che la nostra condizione ci assicura, a caro prezzo .
Qualcuno aggiungerà che è il prezzo da pagare alla struttura dello stato. No, non lo credo. Questo è l’alibi che ha portato le nostre classi dirigenti al punto in cui siamo.
Un Re che ci liberi, che dia un senso nuovo ed antico alle istituzioni, un Re liberatore.
Altrimenti , se tutto deve precedere così, se le nostre energie sono mobilitate a far progredire le carriere, allora basta e avanza la repubblica.
E’ dei giorni scorsi la vicenda del gruppo dei Carabinieri di Piacenza, della Caserma Levante. Cosa si può aggiungere alla sofferenza di molti (troppi) che avrebbero preferito non contare le mele marce.
Un Re serve anche a questo a farci ricordare , come collettività e come singoli, il nostro passato e i doveri che ci attendono ogni giorno. Scusate se è poco.