Italiani,
nell'anno che sta per iniziare, ricorderemo che, un secolo orsono, si concluse
vittoriosamente quella guerra che - pur tra grandi controversie,contraddizioni,
contrasti,tra inenarrabili eroismi, sacrifici,sofferenze di uomini e donne, tutti
variamente impegnati nel conflitto - compì l'unificazione spirituale e territoriale
della Patria.
Con essa ricorderemo, con gratitudine e affetto, la figura di Vittorio Emanuele
III, il Re di Peschiera e di Vittorio Veneto, il Re che, quotidianamente, nelle
trincee, soldato fra i soldati, fu l'anima della resistenza e della vittoria, il Re
al quale, da tempo,una critica prevenuta e faziosa, attribuisce - per altri eventi
- responsabilità per lo meno non solo sue.
Ricorderemo pure che centocinquanta anni orsono scomparve una delle menti
più straordinarie che il genio italiano abbia dato alla cultura universale:
Gioachino Rossini.
La celebrazione di questi fatti e di questi uomini, sarebbero - come amo
ripetere - vuota retorica se non contribuissero a coltivare la nostra memoria e
le nostre radici.
Esse costituiscono, infatti, per noi tutti, l'indispensabile fondamento della forza
morale necessaria per affrontare la nostra esistenza di popolo, in un momento
di grandi difficoltà civili, politiche,economiche e sociali, difficoltà che, come
sempre, caratterizzano la vita dei più deboli e dei più indifesi.
Ad essi, in particolare, si rivolge il mio pensiero, con affetto e solidarietà.
A tutti, comunque, giunga memore, sentito, cordiale, l'augurio di un buon
Natale, unito alla speranza che il nuovo anno sia foriero di migliori fortune!
Viva l'Italia!
Amedeo di Savoia
Castiglion Fibocchi, 24 dicembre 2017