Parola di Re

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L'UMI è istituita per raccogliere e guidare tutti i monarchici, senza esclusioni, al fine di ricomporre in sè quella concordia discors che è una delle ragioni d'essere della Monarchia e condizione di ogni progresso politico e sociale. Suo compito non è la partecipazione diretta alla lotta politica dei partiti, ma la affermazione e la difesa degli ideali supremi di Patria e libertà, che la mia casa rappresenta.


(Umberto II - 1956)

LA PIETRA E LA POLVERE

Marco Grandi e Gian Nicola Amoretti sono stati il riassunto della mia vita politica e non solo politica.  Li avevo conosciuti nel 1965 ma sulla data c’era una piccola e simpatica controversia.

Erano una coppia politica quasi perfetta, complementari l’uno all’altro. Erano, loro sì, prima di tutto monarchici con una visione dell’altra Italia che li poneva a contestare radicalmente la repubblica e il regime che lentamente e inesorabilmente si andava costituendo.

Marco Grandi era un leader naturale. Nell’aspetto, nel tono della voce, nella pacatezza e lucidità del pensiero dimostrava le qualità di guida politica che in tempi ordinari sarebbero emerse con la forza dell’evidenza. Ma i cinquant’anni che abbiamo attraversato non sono stati tempi ordinari.

Edgardo Sogno che è stato uno dei nostri fari più di una volta ci ha confidato che era stato più facile combattere i nazisti.

L’emarginazione civile, il dileggio o il silenzio, il conformismo misto al compatimento non si potevano fronteggiare senza una dose suppletiva di coraggio e di fedeltà alle proprie idee. Nessuna storiografia potrà mai narrare e risarcire l’offesa di quegli anni.

Però non furono mai settari. L’ironia e l’autoironia (un po’ ligure) li portava a battersi anche duramente senza odiare l’avversario.

Per Grandi questo abito mentale era la sua seconda natura che indossava con eleganza come un doppio petto.

La sua superiorità non era una posa. Era semmai la consapevolezza della debolezza della natura umana su cui non bisogna farsi delle illusioni. Negli ultimi tempi forse si era ricreduto sul significato dell’amicizia ma aveva continuato a crederci e a perseguirla.

Eddy Sogno fra i suoi tanti libri e pubblicazioni ci ha lasciato un testo non politico: La pietra e la polvere. Sogno sosteneva che siamo tutti destinati a diventare una manciata di polvere. Lo sforzo di dare una forma morale alla nostra vita consiste nel lasciare frammenti di pietra che resistano al tempo.

Sono gli ideali, le generosità, gli slanci dell’animo che danno senso alle nostre azioni e alla nostra esistenza.

Grazie amici, ci avete insegnato ad essere pietra e non polvere.

Giuseppe Borgioli